venerdì, aprile 21, 2006

Assegnate le parti, corrono le comparse

Dopo una lunghissima assenza, dovuta ad un (poco) forzato silenzio elettorale, torna il BLOG meno letto d'europa.
Cos'è successo nell'Italico Stivale nell'ultimo mese?
1.Elezioni
Si affrontano Romano Prodi e Silvio Berlusconi. Prodi favoritissimo secondo i bookmakers inglesi.
Merolate poco allegre, gioco delle tre carte da Bruno Vespa, uno dei due (quale?) dice che toglierà l'ICI. Si va alle urne. Il distacco è di 24mila e rotti voti. Uno grida ai brogli, l'altro brinda (a cosa?). Risultato finale: Prodi comanda, Berlusconi rosica.
2. Post Elezioni
A sinistra, L'UNIONE (di che?), decide che il fare dev'essere ossimorico al dire: si scannano per la presidenza della Camera. Risultato finale: decide Prodi.
3. Sesya
Ad anni di distanza dal celeberrimo "FORZA CHIARA", si rivede in giro sul web, finalmente, un video amatoriale degno di questo nome: protagonisti tal SESYA di molfetta e SPIKE (l'uomo più sudato del mondo)

Che dio ce la mandi buona.

giovedì, marzo 16, 2006

Perche' pagare le tasse universitarie

Un bel giorno decido che la citta' e' l'universita' di Roma mi hanno stufato.
Decido, dopo aver poco riflettuto, che Torino potrebbe piacermi. Bene, iniziamo le pratiche di trasferimento.
Alla Sapienza di Roma faccio cio' che devo, riempio moduli, carte, fogli. "Spediamo tra una settimana al massimo". Al che me ne parto tranquilla, mi stabilisco nella nuova citta', do' un'occhiata ai programmi...
Un mese dopo (pensavo, sara' tutto pronto, mi immatricoleranno al volo), in segreteria, mi dicono dei tuoi fogli non c'e' traccia, aspetta ancora un po'.
Aspetto.
Ci torno. Niente. Terza volta, niente.
Chiamo a Roma, e dopo aver assai penato per farmi passare chi ne capisse qualcosa, scopro che i miei fogli sono ancora li. "E' che non non capiamo cosa c'e' scritto, nel dubbio non abbiamo mandato...".
Manteniamo la calma...Aiutiamoli a decifrare i miei fogli...In fondo loro sono dei dipendenti, poveretti....
Fatto cio', mi avvisano che ci vorra' ALMENO un mese, perche' le sudate carte arrivino sane e salve in Piemonte. (Capite che io, nel mentre, non posso fare altro che IMMAGINARE che esami devo studiare, e farli senza registrazione.)
Le carte arrivano, dopo il Santo Natale. Pago le tasse (ovvero sui 700 euro) ... riempio con i miei dati i vari fogli...
"Ora bisogna aspettare che il Consiglio le convalidi gli esami sostenuti... Il Consiglio ci sara'...vediamo...il 27 febbraio..."
Fine febbraio. Il Consiglio c'e' stato, i fogli li hanno visti, torniamo in segreteria a sistemare la questione una volta per tutte.
"No...il suo nome non c'e'.. e poi il tempo di far tornare indietro le sue carte, sono almeno 15 giorni..."
Io sono una persona paziente. Pacata. Ma quel giorno il vaffanculo non sono riuscita a tenermelo.
Ci sono tornata oggi, 15 marzo.
"Nulla...un'altro mese..."
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venerdì, marzo 10, 2006

Talk show contemporanei

Il salotto del signore della volgarita' e della disinformazione, Bruno Vespa, ci regala un classico saggio di neofascismo, da parte stavolta dell'ex attricetta ose' Alessandra Mussolini. Colei che nelle fila del suo partito annovera Roberto Fiore (implicato nella strage alla Stazione di Bologna e nel terrorismo di estrema destra degli anni '70) e Adriano Tilgher(consigliere nel lontano 1966 dei Giovani Universitari fascisti,e arrestato due volte per "tentativo di ricostituzione del disciolto Partito Fascista").
Ospiti della serata da Vespa, oltre alla Mussolini, Roberto Castelli, Antonio Di Pietro e Vladimir Luxuria. Personalmente non ho la tv, ho visto in rete 5 minuti della fine della trasmissione, in cui la Mussolini intimava a Luxuria di vergognarsi per essere vicino ai cattivoni noglobal, quelli che infangano la sacra memoria dei carabinieri morti a Nassiria. Non solo!
"Si veste da donna e crede di poter dire quello che vuole" e "meglio fascista che frocio".
Nel marasma generale, il povero Castelli, con l'aria dello scolaretto che ha appena preso ingiustamente una nota sul registro, cerca di ricordare all'uditorio che se non ci fosse stata la Bossi-Fini, ci sarebbero molti piu' clandestini. (Invito a votare la destra per salvare l'onore e il sangue italico).
Evidentemente, quando mio padre mi chiese se a casa volevo la tv, ho fatto bene a rispondere di no.
E' iniziata una nuova era fascista, solo che stavolta ha a disposizione i mass media, e la passivita' degli italiani.

domenica, febbraio 26, 2006

Napoli Stories - Part 6

Attenzione oggi stadio! É il pensiero ricorrente, la giornata é focalizzata praticamente solo su quello.
Il risveglio dalla serata di baldoria é duro. Specie perché non riesco a finire mario kart, uff! Dopo un po' comunque demordo e ci facciamo una colazione. Ma l'ora é già tarda e bisogna andare. Domenica giorno di mercato e di bande. Una infatti la incrociamo proprio sotto casa e ci fermiamo a fare due foto. Ci mancherà da napoli una pizza fritta, ma la voglia di kebab é preponderante, quindi niente. Arriviamo a prendere la metro e lo scenario rasenta l'incredibile. Il treno ricorda una scena di emigrazione anni cinquanta, ma questa volta la meta é lo stadio san paolo. Lasciamo partire il treno tra una partita di guardie e ladri tra un poliziotto ed un ragazzo probabilmente senza biglietto e prendiamo il successivo. Il viaggio é confortevole contando che il tren prima era pienissimo, il nostro era vuoto, standard. Arrivati allo stadio la gente é parecchia. Coda, biglietti, documenti e via. Appena terminate le scale, lo spettacolo é fantastico. La gente é numerosa nonostante la serie e la partita. Napoli-Gela serie C1. Il clima comunque é fantastico. Poco prima del fischio due animatori (o capi ultras non saprei) prendono i micofoni e organizzano i cori. Spettacolo, questi non vedevano mai la partita, stavano solo coi megafoni ad incitare i cori e la folla. Spesso anch'io non guardavo la partita distratto dai cori e dalla folla. La partita, é proprio vero, é solo un pretesto. Lascio la parola a zerofree per le citazioni dei cori, lui sarà sicuramente più ferrato di me!
Comunque il risultato é un tranquillo 2-0, dopo una partita tutto sommato noiosa. La meta del ritorno é una pasticceria, devo pur riportare qualche dolciume nella grigia e fredda patria (non città). La fermata é quella prima della solita che ci porta in via foria. Io con la mia macchina foto stavo allegramente passeggiando quando un tipo arriva e mi si attacca alla macchina foto. Uff che palle, uno scippatore del cazzo, proprio a napoli sto, eh? La scena é un po' più concitata, io che anche se avessi voluto non sarei riuscito a togliermi la macchina da tracolla e lui che continuava a tirare dicendo dammela o ti scpar, guarda che ti scpar! Aspetta che me la tolgo, faccio io, aspetta. Ma lui continuava a strattonare. Col cazzo che mollo la presa e intanto mi vedo passare dei flash sulla fine della mia macchina foto. Ad un certo punto, dopo ripetute minacce di pistolettate si sente una sirena in lontananza. Lui preso dal panico, molla l'oggetto del desiderio e fugge. Tapino lui che non si era accorto che la sirena era di un'ambulanza... ma meglio così, polentonia 1 - terronia 0. Aahahahah! Insomma, ora rido, ma un po' di dubbi sulla pistola me li sono fatti in realtà. Dopo tutti e tre un po' scossi ci siamo mossi e siamo tornati in cerca della pasticceria, che poi troviamo di fronte a casa di gianluca. Ebbé, la macchina foto fa molto turista, che in effetti sono, però come direbbero qui, accà nisciun é fess!
Ora non resta che preparare i bagagli e alzare le tende, tra la tristezza generale, ma le stories non sono finite qui!

Napoli Stories - Part 5

Figaro qua figaro là, figaro su figaro giù, oggi é la giornata del taglio capelli, più volte ripromesso.
Consueto caffé al pian terreno, giretto al mercato, per il pesce fresco (il cuoco si esibirà più tardi) e poi io torno indietro per farmi il taglio mentre il padrone di casa torna alla base. L'esperienza é mistica, mi sento veramente in terra straniera qui. Infatti la mia più grande preoccupazione non é il taglio, ma capire su cosa verteranno le frasi del barbiere. Arrivo che un tipo si stava facendo fare la barba col coltellaccio, terrore assurdo. Nonostante la mia barbezza non me la sarei mai fatta tagliare da lui con quel coso! Tocca a me. Mi alzo mi accomodo e gli chiedo un taglio, solo capelli, ovviamente. Passeranno tre minuti ed un amico del barbiere entra nel locale ed il discorso, come é ovvio tende alla politica. Questo l'ho capito non da cosa dicevano ma dai nomi di berlusconi e del mortadella che ogni tanto comparivano. Una delle poche cose che ho colto é stata che il mortadella é un cacasutt e un 'omm emmerda perché non vuole fare il confronto televisivo con la controparte. Lì stavo scoppiando dal ridere, ma la resistenza era d'obbligo considerato il passaggio vicino all'orecchio del coltellaccio da barba. Comunque il top della mia stranierità si é toccato quando alla fine del taglio il barbiere mi fai la vvui l'aacc? Come? L'aacc! Eh? e lui con una faccia stranita mi fa il gesto dello spray sulla testa, come fossi uno straniero. A quel punto capisco, la lacca! No grazie, va bene così. Pago, saluto e me ne vado. Tornati a casa, ci aspetta il pranzo e la partita di hattrick, aspettando il napoli domani... Prepariamo una succulenta pasta ai frutti di mare, o meglio assistiamo il cuoco. Intanto la partita comincia e comincia la sofferenza 2-0 sotto, subito. Fanculo. Almeno la pasta e la mozzarella affumicata tirano su il morale. Alla fine perdo 3-2 dopo aver sfiorato il pareggio con un rigore mancato all 84°. Dannazione!
La pioggia é battente, ma decidiamo di farci comunque un giro. Prima tappa é un dolce da scaturchio, gran pasticceria. Poi girando a caso tra librerie e vicoli finiamo a san biagio dei librai. La napoli dei fumetti e dei racconti. Il quartiere dei giocattolai e dei creatori di presepi. La scena é veramente bella. I vicoli stretti e le bancarelle pieni di burattini. I personaggi biblici si sprecano. Trovo due cose carine per i miei fratellini, uno strummolo (una specie di trottola) ed un tamburello. Che follia, ma tant'é. Dopo i vari acquisti ci incamminiamo verso casa e la tappa é ad un altro posto chiave, una gelateria! Finalmente partiamo per casa, stasera ci aspetta una serata ad officina 99. Riposo, mario kart, kebab e poi via, verso officina! La strada é lunga buia e perigliosa, ma noi sprezzanti dell'avventura ci incamminiamo. Tutto sommato arriviamo senza sbagliare troppe strade e il posto si rivela particolare. Mentre al pian terreno la musica é deludente giriamo un po' per il centro e ci leggiamo un po' di cose appese. Birra, gin lemon e la scena rimane piuttosto piatta. I video non accennano ad arrivare, quindi decidiamo di alzare le tende e di tornare in centro. La sangria in centro é decisamente più tranquilla, la chiacchiera é tanta e il sonno pure. Ci aspetta solo un ritorno un po' brillo verso a casa citando continuamente scene del film paura e delirio a las vegas. Vuoi fare colpo su di lei? Fai colpo su di lei con me! Fai colpo su di lei con me!

sabato, febbraio 25, 2006

Napoli Stories - Part 4

Inizia la mattina ed iniziano le bestemmie. Come già scritto da zerofree le poste lasciano una bella sorpresina. Il pacchetto con la tessera postepay é squarciato, fortunatamente la tessera é ancora lì, però la cosa non é propriamente normale. Siamo fuori sul balcone dopo una telefonata con le poste, quando in strada vedo sfrecciare un motorino con una postina. Oh gianlù guarda! Azz! Giù di corsa mentre io sto dal balcone e immagino la scena. Al ritorno vedo il teramano vistosamente soddisfatto dalla sfuriata che termina nella consueta colazione al baretto del pian terreno. Subito i soliti afecionados del bar, che trovi a tutte le ore tutti i giorni. Attaccano bottone chiedendo consigliando. É la solita scena napoletana. Ognuno ha una parte che deve recitare, sempre e comunque. Spettacolare. Dopo una consolante tappa al bancomat ci dirigiamo verso l'università di napoli orientale. Devo andare un attimo in segreteria. Appena davanti, il ricordo dell'università ed il pensiero della segreteria devono avere uno strano effetto su zerofree che in seguito giustificherà con un: c'era troppa coda, il fatto di essersene andato appena viste le porte d'ingresso.
Quindi decidiamo di puntare verso il madre, il museo d'arte moderna. La zona della città é caratteristica, come tutto direi, e particolarmente curata. Arriviamo davanti al museo, che al contrario si trova in un vicolo perso tra i cantieri e i calcinacci. Entriamo e subito mi avvisano che non si possono fare foto. Ovvio, penso io. Saliamo le scale e delle graziose vallette ci guidano per la prima stanza. Cominciamo a guardare le stanze addobbate di strani scarabocchi e scritte, mentre le simpatiche hostess continuano a guardarci sorridendo. Sì, sei simpatica, ora mi lasci in pace? No, se ne va una ne arriva un'altra. Impossibile guardare tranquillamente una stanza senza il fiato sul collo. Tentiamo di scappare da questi occhi e orecchie indiscreti salendo al piano superiore. Qui si trovano opere in prestito da altri musei. Il livello si alza drasticamente. Ci sono opere di fontana, lichtenstein, warhol e altri importanti artisti.
Tutto molto bello, peccato delle bellissime e simpaticissime hostess che continuano a perseguitarci. Alcune opere mi lasciano alquanto senza parole, per la loro inutilità e/o arroganza. Difatti dopo ci fermiamo sulle gradinate del duomo discutendo di duchamp di pisciatoi e di opere inutili ci facciamo il nostro aperitivo di parole prima di cacciarci in un ristorantino nel nostro quartiere di malaffare. Per il pomeriggio, dopo la ovvia siesta post-pranzo napolatano a base di pesce, ci dirigiamo verso un'esposizione nerd di computer. Anche qui le hostess ci accolgono, ma bisogna dire che queste qui si portano decisamente meglio... Un rapido giro per l'esposizione ci porta a vedere l'inutilità e l'ovvietà delle cose esposte, peccato. Però una cosa cattura particolarmente la nostra attenzione, la discesa del bob e il maxischermo, con di fianco uno stand con _simpaticissima_ valletta. Restiamo un po' a guardare _la gara_ e poi mentalmente rovinati (almeno ciò vale per me!) ce ne torniamo verso casa. Arrivati a casa comincia a piovere e ci rintaniamo. Io mi attacco a mario kart e poi ci attiviamo per andare a mangiarci un kebab. La serata continua in cerca di una birra, sotto la pioggia... Finalmente troviamo riparo e ci scoliamo un birrozzo con un sacco di risate cianciando di monogamia e avventuren con alcol e droga.
Arrivati a casa, la sfida é vincere la flower cup. Impossibile. Mi qualifico per la finale ma poi il monitor si abbassa. Si vedrà domattina, con i riflessi più pronti!

venerdì, febbraio 24, 2006

Punti di vista del padrone di casa (parte 4)


Parte 4? E perchè? Perchè questo post si colloca temporalmente nella giornata successiva a quella descritta da Mat_Jack nel post precedente.
Mi sveglio alle 8, partitina a Neverwinter-seriale-rubato, la mente corre alla CartaDiCredito che mamma mi ha spedito da Teramo, poi torna. Finalmente è nella cassetta della posta. Non serve aprire la busta. E' già stata aperta. La scheda è ancora dentro. Siparietto da sceneggiata napoletana col postino. Gente che accorre. "Bloccala dai caraBBinieri, che forse te l'hanno clonata". "Uagliò, chest è palazz de malaffare". Bestemmia. Si torna a casa. Museo MADRE. Arte Moderna. Andy Warhol. Mario Merz. Gente che non conosco. Gente che disconosco. Caos. Pace. Moto. Quiete. Pranzo da Peppino l'avellinese. Vongolomachia. "Ci tornate a trovare?". "I miei amici ripartono, io tornerò sicuramente". "In realtà c'ero già stato in questo posto, pezzo di merda", penso poi. Foto qua e la. A casa Matteo se la ride delle sue vittorie a Mario Kart. Spiorf legge. Sembriamo una bella cricca di froci. Si parte per la mostra d'Oltremare.
IT come se piovessero Bill Gates. Belle tipe. Belle fighe. Ad un certo punto..
IL BOB. E la donna del BOB. E che Boobs. E che donna. E qualcuno. Tra di noi. Non c'è più. Cuori malati e cuori ammalati.
Uno schermo pixelloso può rovinarti la vita, ma anche chi vi siede affianco. Le Olimpiadi. Ti tormentano. C'è poc'altro da dire.

Napoli Stories - Part 3

Andiamo alla città della scienza!! mah, é figo? Sì sì sì, ficherrimo!!! Oddio, succederà qualcosa di sicuro, ma sai dov'é sto posto? Ennò, guarda su Internet! mh... ah ok, si arriva al san paolo con la metro e poi la linea c10. Ottimo, partiamo!
Usciti di casa, arriviamo alla stazione, biglietti. Ragazzini, dove andate? a SALERNO? No. Documenti prego (e 1...). Dopo il solito rito riusciamo ad accodarci per la metro che tarda a passare. Saliti in grembo alla grande macchina metallica ripiena di carne umana, ci facciamo un bel viaggetto sul treno sotterraneo. Sbucati in piazzale tecchio si nota sullo sfondo il magico san paolo, la reggia del pibe de oro.
Proprio lui periodicamente riappare nei locali sportivi o in giro per le case di fianco alle casette delle madonne. Probabilmente in questa città maradona ha più rispetto di molte altre figure di rilievo del posto. Comunque ci siamo pregustati il delirio di domenica facendo un giro attorno allo stadio, nei pressi della facoltà di ingegneria. E qui i pensieri volano al caro poli... ARGH! tra qualche giorno ritornerà a tormentare i nostri pensieri... e vaffanculo! Pigliamo il pullman che é meglio. Dopo una buona mezz'oretta il pullman era ancora a salerno, dove gli avevano consigliato di venirci a prendere, ma noi non eravamo a salerno. Così, presi i piedi siamo partiti per il museo. Dopo varie peripezie troviamo la strada giusta, cioé, supponiamo che sia la strada giusta e ci incamminiamo. Superato l'ostacolo fame, non mangiando, stoicamente ci apprestiamo a superare i pochi metri che ci separano dal museo. Il problema é che i metri sembrano moltiplicarsi ed il museo allontanarsi. Cammina cammina ci troviamo in una zona industriale abbandonata, dove crediamo di esserci persi abbondantemente. No no, dai, é la strada giusta ci passa anche il C9. Dai torniamo indietro, ho fame! No dai, ancora 5 minuti, vedi che spunterà fuori! Eh... va bene. Attenzione un cartello! É qui! siamo arrivati. Increduli corriamo a mangiarci un panino e poi andiamo al museo. Divertiti giramo per il museo attorniati da scolaresche. Ci facciamo prendere in giro da una marionetta digitale diretta da un simpaticone e poi finiamo il tour scientifico imparando più aneddoti che cose significative, ma comunque divertendoci come i ragazzini.
Il ritorno si rivela sicuramente più agile dell'andata, anche se qualche spavento con l'autista del pullman ce lo prendiamo per le alte velocità napoletane alle quali siamo evidentemente poco avvezzi.
Per fortuna una volta rientrati nella nostra reggia il padrone di casa si distingue ancora una volta con uno splendido sugo alla pancetta che prelude ad una serata guardandoci paura e delirio a las vegas. Paura.

giovedì, febbraio 23, 2006

Napoli Stories - Part 2

La mattina chiama, in modi piuttosto chiassosi... Il padrone di casa apre la finestra e ci fa sentire il baccano che sale dalla strada, che mi pare sia corso garibaldi... Comunque é incredibile, non ci sono 5 minuti di tranquillità in quella stradaa, ad ogni ora, ed attraversarla é un vero piacere! L'unica pecca di napoli per ora é stata il traffico, esagerato! Da buon torinese abituato alle mie strade perpendicolari questo é un colpo al cuore, ma mi sto abituando. Attraversare con il verde? Macché, se attraversi col rosso é molto più tranquilla!

La mattinata passa in tranquillità tra un giro al mercato e alle bancarelle dei cenciari, russi e cinesi. Tra le bancarelle ci guardiamo un po' di musica, tabacco di contrabbando e macchine foto, niente busto di lenin invece...
Arrivati a casa ci aspettano dei tortellini con la salvia e poi un po' di puntate di south park.
L'abbiocco viene automatico e così scorre buona parte del pomeriggio. Dopo la sveglia un giro in centro e finalmente la prima pizza napoletana! Una capricciosa per l'esattezza, molto buona ovviamente, accompagnata da una birra e da molti discorsi politici. Dopo cena una rintanata con caffé a casa e poi l'epopea per trovare il cinema. Giornata tranquilla, come al solito camminando a lungo per le strade napoletane scattando molte foto con holga e non. Spaziale!