Perche' pagare le tasse universitarie
Un bel giorno decido che la citta' e' l'universita' di Roma mi hanno stufato.
Decido, dopo aver poco riflettuto, che Torino potrebbe piacermi. Bene, iniziamo le pratiche di trasferimento.
Alla Sapienza di Roma faccio cio' che devo, riempio moduli, carte, fogli. "Spediamo tra una settimana al massimo". Al che me ne parto tranquilla, mi stabilisco nella nuova citta', do' un'occhiata ai programmi...
Un mese dopo (pensavo, sara' tutto pronto, mi immatricoleranno al volo), in segreteria, mi dicono dei tuoi fogli non c'e' traccia, aspetta ancora un po'.
Aspetto.
Ci torno. Niente. Terza volta, niente.
Chiamo a Roma, e dopo aver assai penato per farmi passare chi ne capisse qualcosa, scopro che i miei fogli sono ancora li. "E' che non non capiamo cosa c'e' scritto, nel dubbio non abbiamo mandato...".
Manteniamo la calma...Aiutiamoli a decifrare i miei fogli...In fondo loro sono dei dipendenti, poveretti....
Fatto cio', mi avvisano che ci vorra' ALMENO un mese, perche' le sudate carte arrivino sane e salve in Piemonte. (Capite che io, nel mentre, non posso fare altro che IMMAGINARE che esami devo studiare, e farli senza registrazione.)
Le carte arrivano, dopo il Santo Natale. Pago le tasse (ovvero sui 700 euro) ... riempio con i miei dati i vari fogli...
"Ora bisogna aspettare che il Consiglio le convalidi gli esami sostenuti... Il Consiglio ci sara'...vediamo...il 27 febbraio..."
Fine febbraio. Il Consiglio c'e' stato, i fogli li hanno visti, torniamo in segreteria a sistemare la questione una volta per tutte.
"No...il suo nome non c'e'.. e poi il tempo di far tornare indietro le sue carte, sono almeno 15 giorni..."
Io sono una persona paziente. Pacata. Ma quel giorno il vaffanculo non sono riuscita a tenermelo.
Ci sono tornata oggi, 15 marzo.
"Nulla...un'altro mese..."
.........
....................
Decido, dopo aver poco riflettuto, che Torino potrebbe piacermi. Bene, iniziamo le pratiche di trasferimento.
Alla Sapienza di Roma faccio cio' che devo, riempio moduli, carte, fogli. "Spediamo tra una settimana al massimo". Al che me ne parto tranquilla, mi stabilisco nella nuova citta', do' un'occhiata ai programmi...
Un mese dopo (pensavo, sara' tutto pronto, mi immatricoleranno al volo), in segreteria, mi dicono dei tuoi fogli non c'e' traccia, aspetta ancora un po'.
Aspetto.
Ci torno. Niente. Terza volta, niente.
Chiamo a Roma, e dopo aver assai penato per farmi passare chi ne capisse qualcosa, scopro che i miei fogli sono ancora li. "E' che non non capiamo cosa c'e' scritto, nel dubbio non abbiamo mandato...".
Manteniamo la calma...Aiutiamoli a decifrare i miei fogli...In fondo loro sono dei dipendenti, poveretti....
Fatto cio', mi avvisano che ci vorra' ALMENO un mese, perche' le sudate carte arrivino sane e salve in Piemonte. (Capite che io, nel mentre, non posso fare altro che IMMAGINARE che esami devo studiare, e farli senza registrazione.)
Le carte arrivano, dopo il Santo Natale. Pago le tasse (ovvero sui 700 euro) ... riempio con i miei dati i vari fogli...
"Ora bisogna aspettare che il Consiglio le convalidi gli esami sostenuti... Il Consiglio ci sara'...vediamo...il 27 febbraio..."
Fine febbraio. Il Consiglio c'e' stato, i fogli li hanno visti, torniamo in segreteria a sistemare la questione una volta per tutte.
"No...il suo nome non c'e'.. e poi il tempo di far tornare indietro le sue carte, sono almeno 15 giorni..."
Io sono una persona paziente. Pacata. Ma quel giorno il vaffanculo non sono riuscita a tenermelo.
Ci sono tornata oggi, 15 marzo.
"Nulla...un'altro mese..."
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1 Comments:
Pagate.
926 euro netti di seconda rata.
E l'impiegata che mi guarda stranita quando le consegno la mazzetta di banconote da 50, e storcendo leggermete la bocca come avessi la pelle che mi si stacca per la lebbra mi dice: "AH... Ma nn paga con carta di credito? pff.. nessuno paga in contanti oggigiorno lo sa?"
Mi irrito, mi figuro una scheggia di vetro nella sua giugulare... poi noto la sua contura: fibbia circolare minimo 10 cm di diametro e finta plastica rosa.
Non ne varrebbe la pena.
Piglio il resto, la ricevuta, infilo la porta e fuggo sghignazzando a casa
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